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Abbassare la tensione del processore (undervolting)

A cosa serve l'undervolting?

L'undervolting è un procedimento che consiste nel ridurre la tensione di alimentazione del processore. Infatti, tutti i processori nuovi di fabbrica vengono impostati a una tensione di lavoro che và bene per un grande lotto di componenti e che quindi, in alcuni casi, può risultare "eccessiva". Ciò porta a notevoli benefici, soprattutto se si utilizza un notebook:

1) CPU più fredda

2) Ventole che si attivano con meno frequenza e velocità più ridotte

3) maggiore durata della batteria quando non si è collegati alla rete

Il nostro computer, inoltre, manterrà la stessa velocità di prima (infatti non si agisce sul clock e la frequenza) utilizzando meno energia. Ciò porterà anche a una durata più lunga dei componenti hardware. L'unico svantaggio, riscontrato in alcuni casi, potrebbero essere delle schermate blu improvvise, ma se si effettuano accuratamente dei test di stabilità, non vi sarà nessun tipo di problema.


Per eseguire l'undervolting,avremo bisogno delle seguenti tre utility:

RMClock, per l'undervolting della CPU

Orthos, per testare la stabilità della CPU

HWMonitor, per monitorare le temperature del sistema


E' necessario anche il driver per sistemi a 64 bit rtcore64.sys, da copiare/incollare nella cartella del programma per sostituire l'originale [1]

Undervolting

INSTALLARE e avviare innanzitutto RMClock.

In Settings spuntare Start minimized in Windows tray e Run at Windows Startup, cliccando poi su Apply. In Advanced CPU Settings selezionare il tipo di CPU (Mobile se eseguiamo la procedura su un portatile) e spuntare Apply these settings at Startup. Cliccare quindi su Apply.

Da Profiles andare nel sotto-profilo Performance on demand dove bisogna spuntare le seguenti: Use P-State Transitions (PST), sia per la corrente continua (la batteria nel caso di un notebook) che per la corrente alternata (AC Power). Tutte le caselle Index. Cliccare quindi su Apply.

Tornare a Profiles e modificare i profili Current e Startup ponendoli a Performance on demand, sia per la corrente continua (la batteria nel caso di un notebook) che per la corrente alternata (AC Power). Spuntare tutte le caselle Index tralasciando SuperLFM e IDA. Infine possiamo spuntare la casella Auto-Adjust Intermediate States VID per lasciare a RMClock il compito di scegliere una tensione ottimale per tutti i moltiplicatori, senza il bisogno di testare singolarmente ognuno di essi. Cliccare quindi su Apply.

Adesso possiamo diminuire la tensione dei moltiplicatori di uno step alla volta, cliccando su Apply per rendere operativa la nuova tensione. Dopodichè possiamo effettuare dei test di stabilità con Orthos, fondamentali se vogliamo diminuire la tensione al massimo limite possibile, altrimenti, se abbassiamo i voltaggi di qualche decimo, non sono necessari. Noi consigliamo, comunque, di non arrivare alla minima tensione possibile, ma abbassarla solo di qualche decimo di volt.

Test di stabilità

In Orthos, selezionare come tipo di test Small FFTs-stress CPU e lanciarlo per circa mezz'ora: finchè il test non crasha e non si ricevono schermate blu, possiamo abbassare ulteriormente la tensione con RMClock. Nel caso in cui dovesse apparire una schermata blu, non preoccupatevi, aspettate che il sistema si riavvii e aumentare la tensione in RMClock, che evidentemente non andava bene. Con Hardware Monitor possiamo controllare la temperature di tutti i componenti del sistema.

In conclusione possiamo dire che questo procedimento è più utile nel caso dell'utilizzo di un notebook, dato che porta benefici soprattutto al raffreddamento del computer e alla durata della batteria, due elementi molto importanti per un pc portatile.


Ricordiamo che per qualsiasi supporto e se non siete sicuri di quello che state facendo potete consultare il forum di AMICOSMANETTONE.IT o chiedere assistenza ai nostri tecnici (sia online che a domicilio).

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