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Google Glass: l'evoluzione tecnologica al servizio di chi ha disabilità

Quando sentiamo nominare la parola Google Glass, tutti ormai sappiamo di cosa si sta parlando. I famosissimi occhiali realizzati dal colosso di Mountain View, consentono una proiezione sulla retina, che regala una realtà aumentata, che è superiore a quella che possono vedere tutti gli altri esseri viventi. Per realtà aumentata intendiamo la percezione sensoriale che ha l’uomo in natura, che però grazie a questi occhiali speciali viene amplificata grazie ad un insieme di informazioni che passano attraverso la manipolazione della tecnologia elettronica. Dunque, qualcosa che va oltre i cinque sensi che gli esseri umani presentano in natura.

Proprio le caratteristiche di questo prodotto, e le potenzialità che presenta, hanno subito fatto pensare che potesse essere utilizzato anche in altri ambiti; come per esempio per quella fascia di persone che o dalla nascita o dopo un incidente, è costretta a vivere con alcune invalidità. Non solo foto o video, quindi, ma l’utilizzo per dare a chi, per esempio non vede, la possibilità di riconoscere ciò che li circonda. Come tutto questo? Grazie ad un’applicazione che si chiama OpenGlass, e che è stata realizzata da Dapper Vision, proprio per i non vedenti. Questa applicazione, ancora in fase sperimentale, consente a coloro che non vedono di poter inquadrare la parte interessata, l’oggetto che hanno avanti o tra le mani, e identificare ogni minima immagine.

Tutto questo condividendo l’immagine che è stata messa a fuoco, con uno degli strumenti deputati per il riconoscimento, che in questo caso erano ben tre: Mechanical Turk con Twitter e in un secondo momento anche Memento. Facendo questa operazione, l’utente riceve poi una risposta vocale, con il nome dell’oggetto inquadrato dai Google Glass. Dunque, una vera e propria innovazione, che in un futuro prossimo potrebbe risolvere tantissimi problemi alle persone meno fortunate, sfruttando la tecnologia che ormai va passi da giganti. E non sembra troppo lontano il momento in cui, sfruttando la tecnologia del riconoscimento facciale, i Google Glass potranno addirittura dirci in tempo reale, e senza servirsi di nessuno strumento esterno, cosa stiamo osservando, o quale oggetto abbiamo tra le mani.

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